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La Riserva Naturale di
Vendicari, prevista da una legge della Regione Siciliana del 1981, è
stata ufficialmente istituita nel 1984. Prima di arrivare alla
definitiva istituzione sono stati numerosi i passaggi e le lotte che
le associazioni ambientaliste hanno dovuto affrontare contro i
proprietari e gli speculatori. Il primo riconoscimento
dell'importanza del territorio di Vendicari avvenne nel 1974 ad
opera della Sovrintendenza ai monumenti di Catania che appose il
vincolo paesaggistico poi ratificato nel 1978 dall'assessore per i
Beni Culturali e Ambientali della Sicilia. Questo vincolo è stato
per molti anni l'unico appiglio degli ambientalisti per la
salvaguardia dell'area. Tuttavia non era sufficiente per garantire
una completa ed efficace protezione dell'area. Nel 1977 1160 ettari
di territorio furono dichiarati Oasi di protezione faunistica,
salvaguardando migliaia di uccelli dalle doppiette dei cacciatori.
Fu invece respinta nello stesso anno la proposta di apporre all'area
il vincolo idrogeologico avanzata dall'Ispettorato Forestale di
Siracusa.
Un notevole passo in
avanti fu fatto nel 1980, allorchè una legge regionale consentì
all'Azienda Foreste Demaniali di espropriare alcune aree ritenute di
grande interesse naturale e paesaggistico (insieme alle aree della
Riserva dello Zingaro e di Pantalica). In conseguenza di ciò,
l'Ispettorato Forestale presentò un progetto di esproprio di 484
ettari attorno ai pantani. I proprietari interessati dal progetto
presentarono ricorso al TAR che respinse la proposta
dell'Ispettorato Forestale ripristinando la situazione iniziale.
L'Ispettorato presentò a sua volta ricorso al Consiglio di Giustizia
Amministrativa
Nel 1984 arrivò dal
Ministero dell'Agricoltura e Foreste, la dichiarazione di zona umida
di importanza internazionale per 1450 ettari, per effetto della
convenzione di Ramsar del 1971, un accordo che individua le zone
umide ritenute
strategiche
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