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Il nome, scientifico
significa "anatra delle cavità", mentre il nome volgare sembra
richiamare uno di quegli esseri favolosi che riassumono in sè le
caratteristiche proprie di animali appartenenti a specie che non hanno
pressochè nulla in comune. In effetti la volpoca è una sorta di "anello
di congiunzione" fra la famiglia delle anatre e quella delle oche, alle
quali si avvicina nelle dimensioni (l'apertura alare nei maschi giunge a
332 cm. e il peso varia da 800 a 1360 g.) e nel volo, caratterizzato da
battiti più lenti di quelli delle altre anatre. La volpe però non
c'entra, o meglio si limita a fornire inconsapevolmente una vecchia tana
abbandonata che la volpoca elegge a proprio nido (più frequente è
tuttavia l'uso di vecchie tane di coniglio o
buche appositamente scavate). Distribuita lungo le coste dell'Europa
settentrionale, dell'Asia dal Caspio fino alla Cina centrale, nei laghi
salati interni della Siberia occidentale, del Turkestan, della Mongolia
e della Manciuria, fino all'lraq e all'Afghanistan, si trova anche nel
Mar Nero e nel Mediterraneo; qui è presente in Francia (Camargue), sulle
coste dell'Egeo e, in Italia, in Sardegna e nelle lagune dell'Adriatico
settentrionale. Vive sulle coste basse, sabbiose e fangose, e
occasionalmente anche nelle aree agricole interne. Si nutre di molluschi
acquatici, piccoli crostacei, vermi, ecc.... che integra talvolta con
semi e piante acquatiche. Inconfondibile nella sua livrea bianca, nera e
fulva, si distingue anche per il suo becco rosso che soprattutto nella
stagione riproduttiva sfoggia nei maschi un grosso tubercolo alla base.
Questi ultimi collaborano nell'accudire la prole, che vede la luce dopo
circa un mese dalla deposizione delle uova; questa ha luogo a metà
aprile-primi di maggio. Durante l'incubazione la femmina viene chiamata
per il cibo due volte al giorno dal maschio, che rimane nei pressi. |