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Posidonia oceanica, è una
pianta superiore, endemica del Mediterraneo, costituita da rizoma,
foglie, fiori e frutti.
II nome di questa fanerogama marina, deriva da Posidone, una delle più
importanti divinità mediterranee, e appare particolarmente appropriato
considerando le vaste praterie sottomarine, che si sviluppano lungo il
litorale costiero fino a circa 50 m di profondità.
La Posidonia si trova per lo più sui fondali mobili (fangosi e
sabbiosi), e i suoi rizomi che hanno la capacità di crescere sia in
verticale che in orizzontale, si intrecciano strettamente fra loro,
formando con il sedimento intrappolato dalle foglie, una sorta di
terrazze sottomarine, chiamate "mattes", alte anche diversi decimetri.
Le praterie hanno un ruolo fondamentale nell'ecosistema del bacino
mediterraneo.In primo luogo è uno dei produttori primari di ossigeno (circa
14l/mq/anno) e di sostanze organiche (circa 20 t/ha/l'anno), inoltre è
fondamentale per la sopravvivenza di numerose specie di pesci,
molluschi, echinodermi e crostacei, costituendo il riparo ideale per
questi organismi marini che trovano tra le sue fronde, condizioni
ottimali per la riproduzione e l'alimentazione, parte della quale è
costituita dalle foglie stesse della pianta e dagli "epifiti" che vivono
adesi ad esse e ai rizomi.
La Posidonia inoltre attenua i fenomeni erosivi del mare sulle coste,
infatti il movimento delle foglie rallenta il moto ondoso creando una
vera e propria barriera. Nonostante tutte queste caratteristiche
positive, nel bacino del Mediterraneo si sta assistendo ad una
progressiva regressione delle praterie dovuta a fattori diversi. Oltre
alla competizione con le alghe invasive alloctone, contribuiscono al
regresso della specie, con effetti altamente destabilizzanti per
l'equilibrio dell'intero l'ecosistema marino, altri importanti fattori
di disturbo, come la cementificazione delle rive, l'inquinamento, gli
effetti dannosi delle reti "a strascico", gli ancoraggi, ecc.
Il Servizio Difesa Mare del Ministero dell'Ambiente, ha definito un
piano specifico per la mappatura della Posidonia lungo le coste del
Mediterraneo, secondo il "Programma nazionale di individuazione e
valorizzazione della Posidonia Oceanica nonché di studio delle misure di
salvaguardia della stessa da tutti i fenomeni che ne comportano il
degrado e la distruzione", previsto dalla Legge n° 426/98. Intorno agli
anni '90 si è concluso il primo programma per la mappatura delle
praterie di Posidonia in 5 regioni italiane: Liguria, Toscana, Lazio,
Basilicata e Puglia.
Sono state individuate 64 praterie, per un estensione totale di 90913
ettari:
25 praterie sono state individuate in Liguria, di queste, 2 risultano in
buono stato di salute ma costituiscono soltanto al 2,5% della totale
superficie ricoperta da praterie lungo le coste liguri, le altre
risultano comprese in uno stato tra il mediocre, lo scarso e il cattivo;
in Toscana sono presenti 7 praterie, tre si trovano in uno stato di
salute buono, e rappresentano ben il 44% dell'estensione totale, le
altre sono state giudicate come mediocri e scarse;
per il Lazio vengono segnalate 15 praterie, 4 si presentano in buone
condizioni e costituiscono il 20% circa della superficie complessiva, le
condizioni di salute delle altre sono classificate come mediocri, scarse
o cattive;
per la Puglia vengono indicate 16 praterie, 9 delle quali sono in buone
condizioni di salute con un estensioni pari al 65% della estensione
complessiva, le restanti praterie di questa regione, hanno condizioni di
salute mediocri, scarse o cattive. l'unica prateria presente in
Basilicata ha un estensione di 646 ettari e si trova in uno stato di
salute mediocre.
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