Select your language

             

  La Riserva
  Generalità
  Storia
  Galleria fotografica
  Mappa interattiva
  Area Visitatori
  Come raggiungerci
  Cosa puoi fare
  Dove alloggiare
  Diari di viaggio
  Archeologia
  Età Ellenistica
  Età Bizantina
  Età Medievale
  Oggi
  La Fauna
  Aria
  Terra
  Mare
  La flora
  Macchia mediterranea
  Contatti

Sei qui: Home » Fauna » Terra » Istrice

I s t r i c e

Denominazione inglese: Crested Porcupines

Nome scientifico: Hystrix cristata

Indubbiamente un mammifero molto caratteristico, con una criniera a forma di cresta che setole lunghe e robuste formano sul capo e la parte posteriore del corpo coperta da aculei bianchi e neri alcuni dei quali raggiungono i 30-40 cm di lunghezza, e la testa appuntita. Lunghe setole flessibili formano anche una criniera a forma di cresta sul capo e sul collo. Le orecchie sono piccole e nascoste dalle setole, gli occhi sono grandi, anche se questa specie non è dotata di vista particolarmente acuta e fa affidamento soprattutto sull’olfatto.

L’istrice, per il suo carico di aculei, non è particolarmente agile, ma ha un’andatura impacciata  anche perché le zampe sono corte, ma forti e adatte a scavare nel terreno. La tana infatti è di solito posta in una cavità naturale, che viene però ampliata con scavi di adattamento, oppure viene scavata direttamente nel terreno: è costituita da due o più camere collegate tra loro da corridoi e con 4-5 sbocchi all’esterno.

Riduce le sue attività in inverno, quando passa lunghi periodi nella tana pur non cadendo in letargo ed esce soltanto nelle giornate più calde, ed ha abitudini notturne, trascorrendo l’intera giornata nel suo rifugio. E’ difficile incontralo, anche perché è poco confidente e fugge al minimo segnale di pericolo: quando non può farlo ed è spaventato si avvolge parzialmente su se stesso rivolgendo verso il nemico gli aculei che fa vibrare scuotendo la coda, batte per terra le zampe posteriori e mostra i denti. Durante questi movimenti alcuni aculei possono staccarsi, ma non vengono lanciati contro il nemico come erroneamente sostengono alcune false credenze. Mangia tenendo il cibo con le zampe anteriori, conduce abitualmente vita solitaria.

Se spaventato produce un suono caratteristico ed emette grugniti e singulti gutturali soffocati.

Il suo habitat è rappresentato dalla tipica Macchia mediterranea anche su versanti collinari con rocce e anfratti dove rifugiarsi, di preferenza presso campi coltivati. Predilige zone asciutte, fino ad una quota di circa 800 m.

Si nutre di Rizomi, frutta, radici, bulbi: pezzi di legno, cortecce e radici vengono utilizzati anche per consumare gli incisivi, a crescita continua.

In primavera maschi e femmine cominciano a corteggiarsi sfregando i nasi: quando le femmine accettano il compagno alzano a ruota gli aculei dorsali e alzano la coda, consentendo l’accoppiamento. La gestazione dura 60 giorni e, in una camera della tana imbottita con foglie ed erba, nascono di solito 2 piccoli con gli occhi aperti, aculei morbidi sul dorso e peli sull’addome. I piccoli già dopo una decina di giorni escono dalla tana e raggiungo la piena indipendenza a tre mesi di vita, seguiti e difesi dai genitori e soprattutto dal padre che li segue durante le loro prime passeggiatine all’aperto.

L’istrice in Europa è presente soltanto nella Grecia settentrionale e in Italia, dalla Sicilia fino alla Versilia, sul versante tirrenico, e al Molise, su quello adriatico.

Il ritrovamento di reperti fossili risalenti all’Oligocene dimostrerebbero la presenza dell’Istrice in Europa sin da tempi remoti e annullerebbero la teoria di una sua introduzione ai tempi dei Romani dall’Africa, dove è ampiamente diffuso. Il bracconaggio che insidia questo animale per la bontà delle sue carni e per punirla dei danni arrecati alle coltivazioni è la maggiore minaccia per questa specie insieme alla distruzione degli ambienti naturali mediterranei costieri e collinari.

 

 

Distribuzione

Tutto il materiale fotografico, illustrativo e testuale contenuto in questo sito è coperto dalla Legge sul diritto d'autore.

Ogni riproduzione anche parziale è perseguibile penalmente.

Copyright© 2003 - A.Sarra