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Salviamo il Gabbiano Corso

Larus audouinii

A prima vista non si direbbe perché i gabbiani abitano ormai dappertutto, non solo al mare ma nel delta dei fiumi, all'interno delle pianure, nelle città. E invece nella moltitudine di Laridi opportunisti e adattabili c'è una specie più fragile, che ha bisogno di uno sguardo protettivo e di maggiore attenzione. Si tratta del gabbiano corso, endemico del Mediterraneo nel cui bacino ha il suo habitat riproduttivo unico al mondo, con una spiccata concentrazione nel settore occidentale. Le notizie più aggiornate vedono il 65% della popolazione in Spagna, il resto in piccoli nuclei sparsi tra Italia, Grecia, Corsica, Tunisia, Marocco, Turchia, Cipro, Libano. Sembrerebbe inutile preoccuparsi, la specie è ben distribuita. Invece verso la fine degli anni sessanta questo gabbiano contava 600-800 coppie al mondo ed era entrato nella lista degli animali minacciati di estinzione. Oggi le coppie stimate sono circa 19.000 e un fatto positivo è che non siano tutte raggruppate, come è stato un tempo, in poche enormi colonie. Dal punto di vista ecologico le probabilità di sopravvivenza di una specie sono maggiori se la popolazione è rappresentata da unità anche piccole ma distribuite in ampie zone. Le colonie di gabbiano corso del Mediterraneo centrale e orientale (Italia e Grecia) quindi sono importanti ancore di salvezza. Sono tra loro indipendenti e di consistenza discreta: in caso di disastro altrove potrebbero diventare i nuovi punti di partenza per il futuro. Studiare le ragioni che provocano l'incremento dei nidificanti è stato il primo passo che ha permesso di raggiungere lo stato attuale delle cose: bilancio positivo, gabbiano corso fuori pericolo. Il benessere di molti uccelli marini deriva soprattutto da quel che la loro dieta impone. In questo caso serve il pesce azzurro, legato a filo diretto con la necessità di mare pulito.

Per questo gabbiano il malessere è legato a una somma di disturbi. Il turismo balneare coincide con la sua stagione riproduttiva, povero lui. E l'aumento numerico del gabbiano reale non semplifica la vita: più grosso e invadente, lo precede di almeno un mese nella nidificazione e quindi occupa per primo i siti migliori. In più, aggressivo com'è, gli preda uova, pulli e perfino gli adulti. Poi ci sono i predatori terrestri, l'inquinamento del mare, i branchi di pesci spariti e chi più ne ha più ne metta. In Italia è stato redatto un piano d'azione nazionale che ha lo scopo di mantenere al livello attuale la consistenza e la distribuzione del gabbiano corso nel nostro paese. Vale la pena di leggerlo per gli ornitofili amanti del mare, se è vero che approfondire la conoscenza di una specie e del suo habitat sviluppa la sensibilità. C'è chi nemmeno sa che esiste un gabbiano conterraneo di Napoleone: conoscerne la storia forse può rendere i bagnanti più attenti. Se non altro che non intralcino le operazioni di cova di schiusa e di allevamento dei pulli, e che guardino da lontano la fatica dei genitori all'opera: quel duro lavoro si svolge nei tempi che la natura ha loro assegnato, e se coincidono con quelli delle nostre vacanze, non facciamone tempi nefasti. Gianluca Serra, Luca Melega, Nicola Baccetti (a cura di): "Piano d'azione nazionale per il Gabbiano corso (Larus audounii)". Quaderni di conservazione della natura - n. 6 Pubblicazione distribuita dal Ministero dell'Ambiente e dall'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica "A. Ghigi". Si può farne richiesta alla biblioteca dell'INFS, via Cà Fornacetta 9 - 40064 - Ozzano Emilia

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