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Pianta erbacea
perenne, carnosa, alofita (che ama il sale), grassetta, glabra, cerosa,
glauca, aromatica, che raggiunge l’altezza media di 15–35 centimetri ma
che può arrivare a formare un cuscino cespuglioso di circa 50 cm. Ha
radice rizomatosa carnosa, vigorosa, espansa, con lungo fittone ramoso,
strisciante, serpiginosa e perenne, spesso lignificata, che quando
incontra una fenditura nella roccia vi si insinua tenacemente e può
svilupparsi notevolmente, allungandosi fino a 5 metri. Spesso sono
presenti tre o quattro rami radicali grossi quanto un dito e dall’odore
gradevole. Quando la pianta fiorisce, la radice principale scompare.
Il fusto è ascendente, con andamento flessuoso, tortuoso, sinuoso a
zigzag e prostrato, di consistenza carnosa, solido, spesso lignificato
alla base, di color verde-grigiastro, striato e fittamente solcato, è
semplice o ramificato alla base, cilindrico, striato longitudinalmente,
con scapi erbacei ascendenti. Stelo e foglie sono carnose nella loro
tessitura e glabre.
Le foglie sono basali, composte, alterne, glabre, deltoidi, pennatosette,
lunghe 1–7 cm., con segmenti di primo ordine opposti, quelli di ultimo
ordine lanceolato-lineari (3 x 18 mm.) bi- o tri-ternate, dalla tipica
tonalità glauca (tra il grigio e il verde) e distese, con lunghe guaine
membranacee, a segmenti lanceolati, rigide, appuntite e acute, simili a
lacinie setolose o subfusiformi, carnose, spesse, grassocce, di
consistenza simile a quelle di una pianta grassa, lucenti, glabre, con
segmenti stretti non dentati e corti piccioli. La carnosità delle sue
foglie è dovuta ad una mirabile capacità di adattamento alle condizioni
dell’habitat in cui la pianta vive. Le foglie carnose e coriacee del
Critmo hanno escogitato un valido sistema di difesa per resistere sia
all’aridità che all’eccesso di salinità che altri vegetali non
sopporterebbero: sono infatti rivestite da un velo che limita le perdite
d’acqua, così come avviene per le piante che vivono in zone desertiche.
L’aria salmastra delle coste marine, pur contenendo abbondante vapore
acqueo, tende infatti a riassorbire acqua dalle piante non protette,
cosicché Crithmum maritimum assomiglia a una pianta del deserto, essendo
le sue foglie carnose coperte da un’epidermide cutinizzata che ne limita
le perdite d’acqua. Poche fra esse hanno un reale bisogno di sale, ma il
loro adattamento ad un simile ambiente sembra piuttosto un efficace
espediente per sottrarsi alla concorrenza di altre specie rustiche.
I fiori sono minuscoli [2–5 mm. di diametro], pentapetali, di colore
bianco o verdiccio-giallastri, raramente rosei, con calice senza denti;
petali minuti interi e arrotondati all’apice, a larga base con un apice
involuto e oblungo, rotondato. I fiori sono disposti in inflorescenze a
grosse ombrelle composte da otto a trenta raggi robusti e fitti, del
diametro di 3–6 cm., formate a loro volta da numerose ombrellette,
ciascuna circondata da un involucro composto di numerose brattee.
Involucro e involucello con numerose e corte brattee e bratteole verdi
ricadenti che ne circondano le basi, ripiegate all’indietro alla
fruttificazione. Le ombrelle fiorali sono portate da un breve e robusto
peduncolo carnoso e sono piatte o convesse, con minuti e bianchi petali
anche se l’ombrella, con i suoi pedicelli, assume, nell’insieme, un
aspetto verde-giallognolo. Quando la pianta fiorisce da luglio a
settembre, la radice principale è ormai scomparsa ed i fiori in ombrelle
sorgono da una rosetta di foglie che ha impiegato 2 o 3 anni per
emettere il fusto fioriero. Si è dunque verificata per divisione una
separazione dal fusto madre, dando vita ad una vera e propria
moltiplicazione agamica.
Il frutto a maturazione (agosto– settembre) diventa color porpora scuro
e si rompe quando è secco. E’ piccolo, gialliccio, ovoidale, arrotondato
[5–6 mm.], lievemente appiattito su un lato, segnato da 10 coste
longitudinali, che presenta una larga commessura, è formato da due
acheni addossati piano-convessi; con tre coste salienti dal lato
opposto, porta i resti degli stili ricurvati e ha tessuto spugnoso.
Contiene un minuscolo nocciolo simile a un granello di grano. Tutta la
pianta ha un odore aromatico, odorante come di un misto
finocchio-mentato, dal sapore amarognolo, salato e leggermente piccante. |