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F e n i c o t t e r o

Denominazione inglese: Greater Flamingo
Famiglia: Phoenicopterus ruber

Presente anche in Europa, è il fenicottero rosa, la cui zona di diffusione comprende le zone circum-mediterranee e l'Asia occidentale. Alto 1,25 m ca, e con un apertura alare di 1,60 m, ha piumaggio bianco roseo, con remiganti nere e copritrici alari di un bel rosso vivo; la femmina è in genere più piccola. Il becco, più alto che largo, roseo alla base e nero in punta, è bruscamente ripiegato in basso, ad angolo. Il collo è lungo e flessuoso; le zampe sono lunghissime, con tibie in gran parte nude e piedi palmati.

La specie ha una distribuzione sub-cosmopolita molto frammentata: P. r. ruber è presente nelle Galapagos e nelle Indie occidentali, mentre P. r. roseus abita l’Europa meridionale, l’Asia sud-occidentale e l’Africa. In Europa la specie è confinata alle regioni mediterranee e la sua presenza è strettamente legata alle condizioni climatiche: l’areale si contrae infatti nei periodi di siccità, estendendosi invece nelle annate più umide.

Frequenta saline, bacini con acque salmastre e laghi costieri con acque alcaline. Può formare colonie anche su banchi di fango e sabbia. In genere nidifica su spiazzi melmosi o su isolotti al centro di grandi specchi d’acqua; occasionalmente anche su isole rocciose e spoglie. Nel bacino del Mediterraneo le località di nidificazione sono rappresentate da vaste estensioni di acque salmastre, aperte e poco profonde, lontane dal disturbo antropico.

Nel bacino del Mediterraneo la stagione riproduttiva può variare in base alle piogge primaverili, alla temperatura e al livello delle acque nei siti di nidificazione. In genere si hanno deposizioni tra la prima decade di aprile e la metà di giugno. In Tunisia la riproduzione avviene tra febbraio e marzo, mentre in Messico coincide con il mese di maggio e nelle Bahamas si colloca tra marzo e giugno. E’ invece molto variabile nei Paesi tropicali e subtropicali. Si ha una sola deposizione all’anno e, se le uova vengono perdute, non sono sostituite. In genere viene deposto un solo uovo, raramente due, che viene incubato da entrambi i genitori. Si riproduce in acque poco profonde e le colonie sono molto fitte, così i nidi vengono costruiti molto vicini tra loro. Questi sono dei tumuli conici, costruiti con il fango, raccolto soprattutto dalla femmina nelle vicinanze della colonia, che seccando dà luogo ad una struttura molto solida, la cui base interna è spesso una pietra e al cui apice si apre una concavità. Entrambi i genitori accudiscono la prole.

La dieta è piuttosto varia e comprende invertebrati acquatici di dimensioni ridotte: crostacei, molluschi, anellidi ed insetti. In misura minore consuma alghe, semi, frammenti di piante acquatiche e Protozoi. Occasionalmente può nutrirsi anche di piccoli pesci. Negli stagni sardi in cui si concentrano grandi colonie di Fenicotteri l’esame dello zoobenthos ha rivelato la presenza di 15 ordini di zoobentonti, tra i quali i maggiormente rappresentati come numero di specie sono Copepoda e Ostracoda. A volte ingerisce fango da cui estrae la sostanza organica e soprattutto i batteri. La capacità di filtrare l’acqua e la melma deriva dalla particolare struttura del becco, dotato di lamelle attraverso le quali la lingua espelle il superfluo trattenendo il cibo. In genere si nutre con il capo e spesso anche con gran parte del collo sommersi, la parte superiore del becco viene tenuta verso il basso mentre procede lentamente. Solo talvolta filtra la superficie dell’acqua o nuota, assumendo una posizione simile a quella definita di “up-ending” propria delle anatre di superficie

Nel bacino del Mediterraneo la principale minaccia è rappresentata dalla scomparsa delle zone umide, che vengono drenate e bonificate per poter essere utilizzate a scopi turistici. Le lagune frequentate da questa specie sono spesso situate lungo la costa, dove la pressione urbana è più forte ed il disturbo antropico particolarmente influente. Anche il bracconaggio e la presenza di predatori, per lo più animali randagi affamati, sono un problema: se spaventata tutta la colonia può allontanarsi dal sito abbandonando definitivamente i nidi.

Periodo di sosta nella riserva: Autunno-Primavera

Ascolta il canto:

Zone di attività (clicca sulla mappa per ingrandirla)

 

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