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Tartaruga
palustre |
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T
a r t a r u g a p a l u s t r e |
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Denominazione inglese: European Pond
Turtle |
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Famiglia:
Emys orbicularis |
Lunghezza del carapace: 20-30 cm. Peso:
fino a 1600g. La specie presenta un carapace appiattito e ovale, di
colore scuro, generalmente nero o grigiastro, con numerose
punteggiature o striature gialle. La tonalità della testa, degli arti
e della coda può variare dal grigio-nero al verde scuro e spesso anche
nel corpo si rinvengono macchie gialle di forma più o meno circolare.
Un cardine trasversale permette alla parte anteriore del guscio di
muoversi leggermente su e giù per proteggere testa, arti e coda che,
in caso di pericolo, sono comunque retrattili all'interno del
carapace. Le zampe sono palmate e provviste di artigli lunghi fino a 2
cm negli arti anteriori; il carapace ventrale è concavo e si presenta
di colore giallastro. I neonati appaiono molto piccoli, misurano
infatti poco più di 2 cm e sono caratterizzati da un carapace di forma
più circolare e molle rispetto a quello degli adulti e da una coda più
lunga. Quest'ultima, negli adulti, misura 3-4 cm nelle femmine, ed
arriva a misurarne 7 nei maschi.
L'area di diffusione di questa specie
comprende tutta l'Europa centro-orientale e meridionale, l'Africa
nord-occidentale e l'Asia occidentale. Nel bacino idrografico del
Brenta, questa specie un tempo proliferava indisturbata lungo tutto il
medio-basso corso del fiume, mentre ora è divenuta rarissima nel medio
corso, restando tuttavia ancora sufficientemente numerosa nel basso,
specialmente nella zona della foce del Brenta. Per quanto riguarda gli
habitat in cui questa tartaruga si insedia, si può dire che la
presenza di uno specchio d'acqua perenne ricco di vegetazione la
soddisfa, per cui la si può incontrare indistintamente in fiumi,
laghi, stagni, cave o paludi, sebbene sembri che le acque ferme e
assolate costituiscano il suo habitat principale.
Si tratta di una specie che, come quasi
tutte le tartarughe d'acqua, ha un regime alimentare tipicamente
carnivoro: la tartaruga palustre, infatti, si nutre di vermi, piccoli
crostacei, lumache, rane, girini, e piccoli pesci, per lo più malati,
poiché non è così veloce da poter insidiare individui sani; sono tutte
prede che, quindi, cattura prevalentemente in acqua, dove si muove con
maggiore agilità rispetto alla terra ferma.
E' un animale piuttosto timido, e si riesce ad osservarlo solo quando,
nelle giornate più calde, se ne rimane immobile sulle rive ad
assorbire il calore del sole, per scattare ed immergersi in acqua al
minimo rumore, tradendo la credenza popolare che descrive come lenti
questi animali, (talvolta in una giornata riescono addirittura a
spostarsi anche di diversi Km). Attiva dalla metà di Marzo ai primi di
Novembre, durante i mesi di inattività cade in letargo dopo essersi
immersa nel fango della riva; in queste condizioni sembra che riesca a
resistere anche a temperature di congelamento totale.
L'accoppiamento può avvenire da Aprile a Giugno, in acque poco
profonde, e culmina con la deposizione di 4-10 uova in una buca da
parte della femmina, che le inumidisce con l'urina. Le uova si
schiudono nel giro di 60-70 giorni di incubazione al sole: in mancanza
di temperature elevate, infatti, i piccoli embrioni muoiono. A causa
dei climi non troppo caldi che si hanno in Europa, lo sviluppo
sessuale dei piccoli è molto lento, tant'è che i maschi raggiungono la
maturità sessuale a 12 anni di età, e le femmine non prima dei 18.
Questo sviluppo così lento è sempre stato compensato da un'alta
longevità che raggiunge non di rado i 70 anni, sebbene in alcuni casi
si sia sentito parlare di esemplari di età secolare. Nonostante questa
garanzia, però, la sopravvivenza della specie è stata messa in serio
pericolo dagli interventi dell'uomo che, oltre a provocare la
riduzione degli habitat con opere di bonifica e canalizzazione di
paludi e corsi d'acqua, ne minaccia direttamente l'esistenza
catturandone numerosi esemplari per l'acquariofilia e la vivaristica
(cosa illegale ai sensi della Convenzione di Berna sulle specie
autoctone del 1/6/1982), e perseguitandola con nasse e reti, in quanto
è ingiustamente accusata dai pescatori di predare le specie ittiche
destinate alla pesca. Divenuta assai rara è protetta in tutto il
territorio europeo da speciali norme CEE e dalla suddetta Convenzione
di Berna.
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