Le stragi di migranti e
rifugiati lungo le frontiere continuano senza sosta,
accompagnate non soltanto dal cinismo e dall’indifferenza
dei paesi europei, ma da una politica ancora più severa di
negazione dei diritti fondamentali dei richiedenti asilo e
dei migranti in genere da parte del governo italiano.
Dal maggio del 2009, le forze armate che
pattugliano il Mediterraneo
respingono le imbarcazioni nei paesi dittatoriali del Nord
Africa, condannando migliaia di persone in cerca di aiuto
alla tortura e alla morte. Per contrastare questa politica
di negazione dei diritti fondamentali e per commemorare le
migliaia di vittime della chiusura del continente Europa è
stata organizzata la lettura scenica, in occasione del
secondo anniversario del naufragio di
Vendicari,
"L’Europa fa morire".
Si tratta di testi documentaristici sul
salvataggio in mare, adattati da
Heike Brunkhorst
e letti da
Simonetta Cartia e
Aymen Mabrouk
presso il
Teatro Garibaldi di
Modica (corso Umberto I) domenica 1 novembre, alle 21.
Il recital a due voci, basato su documenti e brani audio
tratti da documentari, racconta cinque casi giudiziari sui
naufragi nel mar Mediterraneo avvenuti tra il 2002 e il
2009.

Si narra di
Corrado Scala,
pescatore di
Portopalo, che fu accusato di favoreggiamento
dell’immigrazione clandestina, perché nel 2002 salvò la vita
di 151 migranti; dell’equipaggio della nave umanitaria
tedesca Cap Anamur
che nel 2004 venne accusato del medesimo reato dopo aver
salvato 37 naufraghi nel
Canale di Sicilia; della vicenda di
sette pescatori tunisini che nel 2007 salvarono la vita di
44 persone e finirono sotto processo sempre per
favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. E ancora di
Marino Ruggiero,
pescatore pugliese, che venne condannato nel 2009 per
omissione di soccorso e omicidio volontario, perché non
trasse in salvo dei naufraghi e rigettò in mare uno di loro
che si era salvato aggrappandosi al peschereccio. Infine, si
raccontano le testimonianze della “barca della morte” sulla
quale, nell’agosto del 2009, arrivarono in
Sicilia cinque eritrei in fin di vita, attraverso un
viaggio nel quale i sopravvissuti dovettero abbandonare tra
le onde i cadaveri dei loro 77 compagni di viaggio.