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R i c o r d o   d e l l e   1 7   v i t t i m e   d e l   n a u f r a g i o   d i   V e n d i c a r i

Immigrati22-10-2009 - Un anno fa 100 persone hanno ricordato sulla spiaggia di Vendicari, insieme ai loro familiari, le 17 vittime del naufragio avvenuto nella notte tra il 27 e il 28 ottobre del 2007. Dopo la commemorazione, presso il teatro comunale di Noto, 80 persone riunite in assemblea hanno discusso sulla trasformazione dell’Europa in fortezza, sui crimini e sulle tragedie provocate dalla politica di chiusura nel campo dell’immigrazione.

Le stragi di migranti e rifugiati lungo le frontiere continuano senza sosta, accompagnate non soltanto dal cinismo e dall’indifferenza dei paesi europei, ma da una politica ancora più severa di negazione dei diritti fondamentali dei richiedenti asilo e dei migranti in genere da parte del governo italiano.

Dal maggio del 2009, le forze armate che pattugliano il Mediterraneo respingono le imbarcazioni nei paesi dittatoriali del Nord Africa, condannando migliaia di persone in cerca di aiuto alla tortura e alla morte. Per contrastare questa politica di negazione dei diritti fondamentali e per commemorare le migliaia di vittime della chiusura del continente Europa è stata organizzata la lettura scenica, in occasione del secondo anniversario del naufragio di Vendicari, "L’Europa fa morire".

Si tratta di testi documentaristici sul salvataggio in mare, adattati da Heike Brunkhorst e letti da Simonetta Cartia e Aymen Mabrouk presso il Teatro Garibaldi di Modica (corso Umberto I) domenica 1 novembre, alle 21. Il recital a due voci, basato su documenti e brani audio tratti da documentari, racconta cinque casi giudiziari sui naufragi nel mar Mediterraneo avvenuti tra il 2002 e il 2009. immigrati

Si narra di Corrado Scala, pescatore di Portopalo, che fu accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, perché nel 2002 salvò la vita di 151 migranti; dell’equipaggio della nave umanitaria tedesca Cap Anamur che nel 2004 venne accusato del medesimo reato dopo aver salvato 37 naufraghi nel Canale di Sicilia; della vicenda di sette pescatori tunisini che nel 2007 salvarono la vita di 44 persone e finirono sotto processo sempre per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. E ancora di Marino Ruggiero, pescatore pugliese, che venne condannato nel 2009 per omissione di soccorso e omicidio volontario, perché non trasse in salvo dei naufraghi e rigettò in mare uno di loro che si era salvato aggrappandosi al peschereccio. Infine, si raccontano le testimonianze della “barca della morte” sulla quale, nell’agosto del 2009, arrivarono in Sicilia cinque eritrei in fin di vita, attraverso un viaggio nel quale i sopravvissuti dovettero abbandonare tra le onde i cadaveri dei loro 77 compagni di viaggio.