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M a r e

I fondali di Vendicari si prestano ottimamente ad accogliere forme di ecoturismo blu riservato a tutte le età. Pinne, maschera ed areatore sono sufficienti per iniziare l'esplorazione di questo piccolo eden sottomarino.

La fascia costiera a sinistra della torre Sveva non presenta varchi agibili per la balneazione, mentre a destra si aprono ampie spiagge che non consigliamo come punto di partenza  per una escursione dei fondali: il fondo sabbioso, che al largo diventa misto al limo con qualche pianticella di zostera non offre granché. Conviene allora mettersi in acqua da una delle banchine situate tra la vecchia tonnara e la torre. Qui il fondo si presenta sabbioso misto a roccia e posidonia, non supera, per un'ampia fascia, i 10 metri di profondità, ed ospita fiorenti praterie di posidonia, abitate da pesci, crostacei e molluschi. Suggeriamo di seguire la costa verso il nord; appena il tempo di aggiustarsi la maschera sul viso che muggini, allegri, veloci, inconfondibili nella loro livrea argentata, zigzagando, vi daranno il benvenuto nelle acque della Riserva. Rasente il fondo apparirà, subito dopo, qualche sarago S.Andrea (Diplodus vulgaris) un pesce gregario che razzola spesso dietro le triglie per cibarsi dei vermi che queste, coi loro barbigli, scavano in cerca di cibo. Le cavità ospitano varie specie di blennidi che amano sostare sull'uscio: riconoscerete la bavosa gattoruggine (Blennius g.) dal caratteristico color marrone, la bavosa sfinge (Blennius sphinx) con la livrea damascata e i più piccoli peperoncini rossi e gialli.

In primavera e fino a giugno è facile incontrare sotto la costa il più bizzarro tra i cefalopodi: la seppia (Sepia officinalis) un animale che pare cammini su un tappeto volante e che cambia di colore in continuazione. Esemplari anche grossi, sino a 700 gr., non solo non si rintanano come fa il polpo, ma neppure fuggono precipitosamente alla vista dell'uomo: muovetevi lentamente e resteranno a guardarvi anche per qualche decina di minuti! L'infralitorale è ricco di alghe brune (comunissima la Padina pavonia) e rosse, di echinodermi  (stelle e ricci) e di granchiolini. Vendicari è soprattutto il regno della posidonia (posidonia oceanica), una pianta marina che ha fiori e frutti, indice di un ecosistema sano. La prateria di posidonia svolge un ruolo importantissimo nell'ecosistema marino: innanzitutto quello di "polmone verde" del Mediterraneo, producendo, attraverso la fotosintesi, quantità enormi di ossigeno, poi come insostituibile nascondiglio per tutti gli avannotti, che tra le sue lunghe foglie nastriformi, trovano anche abbondante sostentamento sino all'età adulta.

I "nastri" di posidonia, che raggiungono gli 80 cm., sono raggruppati in "fasci" di quattro od otto esemplari, tenuti insieme da un fusto per buona parte interrato. La riproduzione avviene attraverso i frutti: Trasportati dalle onde o dalle correnti, metteranno lontano le loro radici; la germinazione può anche avvenire per "moltiplicazione" attraverso la crescita del fusto e delle radici interne.

L'occhio, che nel frattempo si è fatto esperto, vi potrà scorgere sia i comuni labbridi, che gli sciarrani (S.scriba e cabrilla) e, ben mimetizzato tra la sabbia e prateria, qualche polpo non grosso, lo spettacolo delle salpe argentate (con linea dorata al centro) che sciamano a mezz'acqua è da non perdere.