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Pantano Longarini: airone colpito a morte dai bracconieri

airone cenerinoIspica – Era in volo ad ali spiegate sull’acqua ferma dei Pantani Longarini intarsiata dai giochi della luce autunnale. Un fucile a pallini lo colpì qualche giorno fa. Forse per mano di bracconieri, forse per uno sbaglio di cacciatori il grande airone cinerino cadde ferito. Allertati da alcuni passanti i volontari del Centro regionale Recupero Fauna Selvatica e Tartarughe marine di Comiso lo hanno recuperato e portato al centro.

Qui le zampe erano invase entrambe da pallini, così come tutto il corpo. Nonostante l’impegno e la corsa dei volontari del centro casmeneo il destino del grande trampoliere si delineò subito barbaramente segnato: un airone con due zampe così compromesse era praticamente spacciato. Ciò nonostante i veterinari del centro tentano di salvarlo attraverso un intervento chirurgico ad una delle due zampette. I volontari lo adottano e tifano per lui, ma poi nonostante la sua maestosità il grande trampoliere di Longarini non c’è l’ha fatto ed è morto.

Una ferita profonda si è aperta quindi in quell’angolo di paradiso dei Pantani Longarini, lì dove tanti aironi cinerini giungono dalla vicina colonia di Vendicari insieme a garzette, fenicotteri, germani reali e tantissime altre specie avicole limacciose e a molti uccelli rari a rischio di estinzione. Una ferita però che non rimane silenziosa.

Ci si torna a chiedere come fermare i bracconieri; ma anche una domanda si insinua nelle coscienze più informate: come può l’area dei Pantani riserva naturale della Regione Sicilia, inserita tra le zone ZPS ( Zona di Protezione Speciale) tra i siti SIC ( sito di importanza comunitaria) e tra le aree IBA (Important Bird Areas) non essere interdetta alla caccia in via definitiva? E’ di conforto almeno poi scartabellando su internet scoprire che la Lega Italiana protezione Uccelli – Lipu – ha già avviato una petizione da mesi per fermare la caccia in questa zona.